Il carcinoma alla mammella costituisce la prima causa di morte tra le donne di età compresa tra i 40 e i 65 anni, con 30.000 nuovi casi l’ anno accertati in Italia.
Presso la clinica San Marco di Latina si è deciso di affrontarlo attraverso una metodologia non demolitiva e poco invasiva, grazie alla nuova tecnica dell’ identificazione del linfonodo sentinella mediante linfografia a fluorescenza. Il linfonodo sentinella è il primo linfonodo che riceve la linfa drenata direttamente dal tumore primario.
A differenza della tecnica tradizionale, che prevede l’ utilizzo della medicina nucleare, la tecnica innovativa oggi adottata in San Marco consiste nell’ iniettare nel cavo ascellare della paziente un liquido luminescente il cui percorso nel sistema linfatico viene poi seguito dal chirurgo attraverso na camera sonda sviluppata per eseguire angiolinfografia a fluorescenza: il photo dynamics eye (PDE).
Non appena il liquido si deposita sul primo linfonodo – detto appunto sentinella – il medico sa che deve andare ad intervenire solo su quella parte anatomica. Ciò permette quindi non solo di operare senza doversi avvalere della medicina nucleare ma, soprattutto, di non dover sottoporre la paziente ad un intervento demolitivo, delicato, e non privo di vari effetti collaterali, che consiste nell’ asportazione di tutto il sistema linfatico ascellare, come previsto dalla tecnica tradizionale.
Oggi la biopsia del linfonodo sentinella – grazie all’ identificazione mediante linfografia a fluorescenza – ha dimostrato che le metastasi sono presenti solo nel 25% circa delle pazienti colpite dalla neoplasia. Ciò ha contribuito a raggiungere un grande risultato: ben 75 donne su 100 hanno potuto e possono tuttora evitare una inutile e dannosa dissezione ascellare.

Una tecnica innovativa e di grande efficacia, quindi, praticata in poche strutture sul territorio nazionale, che vede la Clinica San Marco di Latina tra gli Istituti più all’ avanguardia della regione Lazio e di tutta l’ Italia nella prevenzione e cura del tumore al seno.